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Artisti emergenti 2010

nome artista o band: breathless

breathless = interpretare i propri viaggi mentali, giornate disastrose, miracoli divini e gioie inaspettate.  forte alchimia di creativit&

biografia

 

Tutto cominciò nel lontano dicembre 2007…  dopo vari percorsi diversi per ognuno di noi, ci siamo ritrovati e da lì siamo partiti veloci come saette, ben decisi di fare tutto il mondo a fette… La nostra parola d’ ordine è sempre stata l’ autenticità. Praticamente mai una volta ci fermavamo a pensare a qualche influenza, a ciò a cui avremmo dovuto assomigliare. Il meglio che abbiamo fatto è stato fare quello che le nostre mani ci hanno lasciato fare, e questa vi posso giurare che per quanto banale possa sembrare è la verità nuda e cruda. Il primo concerto offerto è stato a una festa di quartiere. Non sapevamo accordare chitarre uguali (o non pensavamo fosse importante), non sapevamo suonare insieme, non avevamo un basso…avevamo due batteriste intercambiabili e un amplificatore senza maneggi per la voce… Nessuno di noi aveva mai studiato musica. Se non qualche esperienza alla classica scuola media. Avevamo semplicemente le nostre canzoni, decise e emozionanti anche così…lo spirito era quello. Lo spirito è ancora questo. Potremmo suonare ogni sera alle feste di quartiere, stonati, sfigati con un paio di annoiati sotto al palco, con la stessa grinta che fa la differenza, lo stesso ritmo che ti fa rischiare il collasso, se provi a seguirlo. Siamo cambiati, siamo cresciuti come tutti, da quel lontano primo concerto, dove non avevamo neanche un nome.. Poi arrivò… Breathless è un gioco di microfoni, di aria e odori che si spostano… Ci hanno addirittura definiti come un rock circense, spettacolari cambi di basso o altri strumenti, ruoli intercambiali e movimenti dinamici sul palco, ma l’ impatto è sempre quello… Non riesci a riprenderti. In realtà il nome breathless fu ispirato anche dallo scambio dello stesso microfono che facevamo io e Kallo…(seconda voce e prima chitarra). Rimanevano i tanfi odoranti degli aliti fognanti di noi cantanti su quel povero microfono (si…all’ epoca avevamo solo un microfono)… ci lasciavano un attimo senza fiato..mozzafiato.. SI ci stava bene anche con pezzi che ruotavano a palla tutto il giorno nelle nostre camerette, fatte di una o più note, urlanti pazze, che correvano e raccoglievano tutte le rabbie, le risate e la spensieratezza di 4 ragazzi che sognano!  [fomentati] Ci stava tutto… Ora avevamo anche noi il nostro posto. Camminando, camminando, i concerti sono aumentati, sono svariati e ora suoniamo spesso in molti locali romani e non solo. Abbiamo vinto premio di importanza prestigiosa in piccoli centri come quello di Valcenneto, (Primo premio Valcatraz, contest tra gruppi) sempre cercando di strappare qualcosa al pubblico. E a noi non è mai interessata la gloria. Ovvero…la sogniamo come tutti i peccatori esseri umani, però non l’ andiamo a cercare squallidamente in cover… Mai fatta una cover. Non sapevamo suonare e forse tutt’ ora non sappiamo suonare. Ma le cover sono per chi sa suonare… Non per chi preferisce (o forse SA) solo interpretare i propri viaggi mentali, giornate disastrose, miracoli divini e gioie inaspettate. C’è una forte alchimia di creatività tra di noi… capiamo ormai lo stile che abbiamo sotto la pelle e non sappiamo davvero dargli un nome. Non è uno stile accattivante, non è cattivo, non è tr soft, non è banale, non è troppo popolare, non è “non-musicale”. 
Sappiamo solo che quando entriamo nella nostra benedetta saletta ci sarà sempre qualcosa che ci lascerà senza fiato.
 


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